OA Italia/I paradossi della comunicazione scientifica

Da Bollettino telematico di filosofia politica.

Lo scambio di informazione e la disseminazione dei risultati della ricerca furono alla base, nel 17° secolo, della nascita delle riviste scientifiche. L’attuale modello di comunicazione scientifica, regolato dal monopolio di alcuni gruppi editoriali, non risponde più a queste istanze e configura alcuni paradossi:

  • quante volte si paga la ricerca?
  • le Università finanziano le singole ricerche
  • i ricercatori pubblicano sulle riviste scientifiche
  • per accedere ai risultati della ricerca gli Atenei devono pagare una seconda volta sotto forma di abbonamento alle riviste scientifiche
  • i ricercatori, se vogliono riusare un loro articolo anche per scopi didattici, devono pagare una terza volta per i diritti
  • crisi dei prezzi: la recente vertiginosa spirale dei prezzi (321% in 20 anni) ha causato un calo delle sottoscrizioni nelle biblioteche, con conseguente contrazione dell’offerta informativa, e di fatto una limitata disseminazione dei risultati della ricerca
  • crisi delle licenze: i contratti editoriali prevedono tutta una serie di altre barriere tecnologiche e legali nei confronti della trasmissione e del riuso del materiale già pagato a caro prezzo con gli abbonamenti. La strategia dell’Open Access, facendo leva sul mantenimento da parte degli autori dei loro diritti, tende a risolvere entrambe le crisi. Se l’autore consente in anticipo alla libera circolazione del proprio materiale, le barriere cadono. La comunicazione scientifica torna a essere libera e, grazie alla rete, globale, favorendo lo sviluppo anche nei paesi meno ricchi. La scelta è, ora, tutta nelle mani dei ricercatori.

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