OA Italia/L'Autoarchiviazione e gli archivi disciplinari

Da Bollettino telematico di filosofia politica & Open Access Italia Wiki.

Autoarchiviazione negli archivi aperti

Gli archivi aperti

  • sono depositi digitali
    • a carattere disciplinare (es. arXiv per i fisici)
    • a carattere istituzionale (es. UniTN EPrints, deposito dell’ Università di Trento per articoli, tesi, interventi in conferenze, e tutti i contributi dei propri ricercatori)
    • possono contenere, in base alle politiche di copyright dei singoli editori:
      • pre-prints, ossia la versione definitiva dell’articolo come viene sottoposto alla peer review
      • post-prints, ossia la versione finale con le correzioni dei revisori
    • possono contenere, oltre alla versione digitale dei testi degli articoli, tesi, dispense, learning objects, dati, files video o audio
  • tecnicamente
    • si basano su software open source (EPrints, DSpace, FEDORA…)
    • sono fra di loro interoperabili, perché compatibili con lo standard OAI-PMH (Open Archive Initiative – Protocol for Metadata Harvesting). Questo significa che il contenuto di ogni archivio è interrogabile dai comuni motori di ricerca (anche se esistono motori dedicati), grazie ai metadati associati a ogni singolo file. I metadati sono le informazioni che permettono l’identificazione di un contributo (autore, titolo, data di pubblicazione, fonte…) e ne costituiscono le principali chiavi di ricerca

L’autoarchiviazione è un processo molto semplice (che richiede pochi minuti) e consiste nell’immissione guidata dei metadati che individuano il proprio contributo e del relativo file, possibilmente nel formato nativo e non nella versione .pdf, che non permette la ricerca a livello di testo (text-mining, data-mining).


Elenchi di archivi aperti

Per trovare l’archivio aperto più consono al proprio ambito di ricerca, esistono alcuni elenchi:

OpenDOAR – Directory of Open Access Repositories, Univ. of Nottingham, Univ. of Lund

Repertorio di archivi aperti ricercabile per area disciplinare (tenere conto del fatto che molti archivi istituzionali di Ateneo rientrano nella categoria “multidisciplinary”), lingua, tipo di materiale, nazione, software utilizzato o scorribile per liste alfabetiche per nazione


ROAR – Registry of Open Access Repositories, EPrints

Registro ricercabile per nazione, tipo di archivio o software utilizzato


Openarchives.eu

Elenco di archivi (contiene anche i siti ancora in fase sperimentale)

Come ricercare negli archivi aperti

Il materiale contenuto negli Archivi Aperti viene normalmente ricercato e ritrovato anche dai comuni motori di ricerca e da Google Scholar.

Esistono alcuni motori dedicati, che offrono risultati più mirati:


OAIster – Univ. of Michigan

Ricerca per autore, parola nel titolo, argomento, con limiti per tipologia di materiale e visualizzazione risultati per data, autore, titolo o rilevanza


Scientific Commons – Univ. of St.Gallen (CH)

Ricerca per parola chiave nel titolo, con successiva possibilità di limitare per anno o lingua


PLEIADI – CINECA

Ricerca negli archivi aperti italiani, con limiti per classe MUR, anno, tipologia di materiale, archivio di provenienza

Contributi sull’autoarchiviazione e gli archivi aperti

Harnad, S. Opening access to overcome Zeno’s paralysis, in N. Jacobs (ed.) Open Access: Key Strategic, Technical and Economic Aspects, Oxford, Chandos Publishing, 2006

Con la consueta vis polemica, Harnad affronta e smonta le riserve che ancora trattengono molti ricercatori dalla consuetudine all’autoarchiviazione, per concludere sulla inevitabilità dell’Open Access in un futuro tanto più prossimo quanto le singole istituzioni adotteranno politiche mandatarie di deposito.


Sale, A. A researcher’s viewpoint, in N. Jacobs (ed.) Open Access: Key Strategic, Technical and Economic Aspects, Oxford, Chandos Publishing, 2006

Puntuale ricognizione dei bisogni dei ricercatori nella duplice veste di “cercatori” e di creatori di informazione: da una parte l’accessibilità immediata degli articoli di interesse, senza barriere, dall’altra la massima disseminazione dei propri lavori.


Open Access self-archiving: an author study , Key Perspectives, 2005

Studio condotto fra 1200 ricercatori di varie aree disciplinari, da cui risultano tendenze e attitudini, vantaggi e ragioni degli autori che pubblicano Open Access

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