OA Italia/Miti da sfatare

Da Bollettino telematico di filosofia politica & Open Access Italia Wiki.

L' Open Access vuole distruggere l'editoria tradizionale e le società accademiche?

Il progetto dell'Open Access è costruttivo, non distruttivo.

Lo scopo è quello di fornire, di fronte alla vertiginosa spirale dei prezzi delle riviste scientifiche, un canale di accesso alternativo e libero ai risultati della ricerca.

Molti editori tradizionali stanno offrendo opzioni Open; molti stanno sperimentando nuovi modelli ibridi (OUP, CUP).

L'Open access può convivere con l'editoria tradizionale (come di fatto sta accadendo). Gli sviluppi futuri dipendono dall'incremento delle scelte Open di autori e istituzioni.

Pubblicare in Open Access non garantisce la qualità delle pubblicazioni?

Riviste Open Access
No, al contrario, le riviste Open Access garantiscono una peer-review di qualità. Spesso, anzi, la peer-review è trasparente (pre-publication history). Nel caso della rivista PLoS ONE, che adotta gli strumenti del Web2.0 (possibilità di inserire commenti e di intervenire nel testo stesso dell'articolo) si giunge anzi a una discussione aperta sui temi dell'articolo, nello spirito delle accademie scientifiche da cui ha preso avvio l'attuale sistema di comunicazione scientifica.
Archivi aperti
Gli archivi aperti non hanno come scopo la peer-review, ma la più ampia disseminazione dell'informazione. Tuttavia, nel caso di archiviazione di postprint (l'articolo come corretto dai referee), il materiale risulta ugualmente sottoposto al vaglio dei pari.

Pubblicare in Open Access rende più facile il plagio?

No, al contrario, con il deposito in un archivio aperto si ottiene la certificazione della paternità intellettuale con una data certa.

Le licenze Creative Commons, spesso associate al materiale pubblicato su riviste Open Access, hanno come requisito minimo proprio l'attribuzione della paternità intellettuale.

Pubblicare in Open Access garantisce la massima circolazione delle idee, nel rispetto delle norme sul Diritto d'autore.

Pubblicare in Open Access non costa niente?

Letteratura ad accesso aperto non significa letteratura esente da costi.

La scelta in Open Access è di far ricadere i costi (minimi) su chi produce la ricerca invece che sui lettori, per assicurare la massima disseminazione.

Per garantire un workflow efficace e una peer-review di qualità, alcune riviste (circa la metà) richiedono il pagamento di una quota per coprire le spese relative al processo di pubblicazione. Questi costi possono essere previsti nel budget iniziale per la ricerca, e spesso vengo coperti dalle istituzioni di appartenenza.

Modelli di sostenibilità economica alternativi sono allo studio.

Sei miti da sfatare a proposito di open access

Si suggerisce,inoltre,la lettura del post di Paola Galimberti Sei miti da sfatare a proposito di open access pubblicato su ROARS, 1 ottobre 2015

vedi anche: Costi dell'OA