OA Italia/I diritti degli autori

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Il deposito nell’archivio istituzionale equivale a una pubblicazione?

Dal punto di vista legale, tutto ciò che viene reso pubblico è una pubblicazione. Ai fini della valutazione e della ricerca, invece, allo stato attuale soltanto il passaggio attraverso peer review e l’accettazione da parte di una rivista peer reviewed certificano il valore e la dignità di pubblicazione. Non si deve confondere l’autoarchiviazione, che riguarda materiale validato attraverso peer review, con l’autopubblicazione di documenti che non hanno superato alcun vaglio qualitativo.


Quale tipo di tutela legale hanno i documenti inseriti in un archivio istituzionale?

I documenti depositati in un archivio istituzionale sono tutelati dalla legge sul diritto d’autore (L. 633/1941 e successive modificazioni). L’autore mantiene tutti i diritti morali ed economici sul proprio lavoro, Sempre che questi ultimi non siano dati ceduti a un editore. Qualora ne abbia la facoltà, l’autore può decidere di cedere alcuni dei suoi diritti

Chi è il titolare dei diritti di autore sul mio lavoro?

  • Per i materiali già pubblicati, in genere i diritti sono stati ceduti all'editore al momento della firma del contratto di edizione.
  • Per i materiali non ancora pubblicati i diritti spettano all'autore.
  • Si sottolinea che nel caso di lavori la cui pubblicazione sia finanziata dall'università, i diritti morali spettano all'autore, mentre l'Università potrebbe essere titolare dei diritti di sfruttamento economico(vd. i singoli regolamenti di Ateneo)


Come posso conoscere le politiche editoriali degli editori stranieri?

Le politiche degli editori stranieri vengono censite dal sito Sherpa, che classifica gli editori a seconda dell’atteggiamento rispetto all’autoarchiviazione nei depositi istituzionali o sui siti personali. Dei 650 editori censiti il 62% ammette una qualche forma di archiviazione (16 nov 2009; statistiche aggiornate):

  • Editori verdi (si può archiviare il pre- e il post-print): 28%
  • Editori blu (si può archiviare il post-print ma non il pre-print): 23%
  • Editori gialli (si può archiviare il pre-print ma non il post-print): 10%
  • Editori bianchi (non supportano l’autoarchiviazione): 38%

Attenzione: anche per gli editori cosiddetti “verdi” è necessario leggere bene le condizioni per capire se l’editore accetta l’archiviazione del post-print nella versione dell’autore o in quella già impaginata per la stampa. Elenco di editori che ammettono il deposito del .pdf

Come posso conoscere le politiche editoriali degli editori italiani?

Purtroppo le politiche editoriali degli editori italiani non sono esplicite. Non esiste un sito di riferimento paragonabile a Sherpa. Si noti però che l’articolo 42 della legge 22 aprile 1941, n. 633 sul diritto d'autore stabilisce che l'autore di un articolo su rivista ha diritto a riprodurlo altrove, purché citi gli estremi della prima pubblicazione, a meno che non sia stato esplicitamente pattuito il contrario

A quali diritti rinuncio firmando un contratto con un editore?

Dipende dal contratto. In generale, i contratti standard prevedono che l'autore non possa:

  • Riutilizzare, rivedere o adattare l'opera;
  • Riprodurre copie dell'opera a scopo didattico;
  • Rendere consultabile l'opera all'interno di un archivio online.

Fra l'altro, l'editore può negoziare il diritto di prelazione sulle opere successivamente prodotte dall'autore per un periodo non superiore a 10 anni, eventualmente impedendo a quest'ultimo di pubblicarle con un editore diverso. Si ricorda che per la legge italiana il contratto di edizione non può avere durata superiore a 20 anni.

Sono obbligato/a a firmare il contratto nella sua forma standard o posso proporre all'editore delle alternative? Se sì, quali?

Non è obbligatorio accettare il contratto proposto dall'editore. Solitamente con il contratto di edizione l'autore trasferisce all'editore i diritti esclusivi, è tuttavia possibile proporre all'editore modelli alternativi. L’autore può chiedere di riservarsi il diritto di pubblicazione nell’archivio istituzionale. I principali editori stranieri concedono la possibilità di archiviare il materiale sul sito istituzionale; agli editori italiani si può proporre una modifica del contratto che contempli la possibilità di archiviare il materiale nell'archivio istituzionale.

Per poter pubblicare è necessario un accordo con cui trasferisco i diritti all'editore?

È sempre necessario stipulare un contratto, ma non è obbligatorio trasferire tutti i diritti. Naturalmente l’editore può rifiutarsi di pubblicare un articolo se l’autore non vuole firmare il contratto predefinito. Tuttavia è anche possibile che l’editore accetti una piccola modifica del contratto (in cui per esempio l’autore si riserva il solo diritto di autoarchiviazione nell’archivio istituzionale).


L'editore può rifiutarsi di pubblicare un documento che ho depositato come pre-print nell'archivio istituzionale?

Purtroppo sì. Vale sempre la pena di chiedere al proprio editore qual è il suo atteggiamento rispetto all’archiviazione del pre-print di un articolo. La cosiddetta Regola di Ingelfinger non è materia giuridica. Alcuni autori si rifiutano di pubblicare con editori che applicano la regola di Ingelfinger, giudicandola ingiusta e infondata.

L’editore può rifiutarsi di pubblicare un documento già pubblicato sotto licenza Creative Commons?

L'editore potrebbe non essere disponibile a pubblicare un'opera gravata da licenze di alcun tipo; a tal fine è importante informarsi presso l'editore circa la sua politica editoriale. Alcuni editori non pubblicano opere precedentemente pubblicate sotto licenza Creative Commons. Nel momento in cui si firma un contratto di edizione è opportuno leggerlo attentamente in tutte le sue parti, valutando la possibilità di cedere solo alcuni dei diritti (per esempio, quello di stampa ma non quello di messa a disposizione online).


Quali diritti sono concessi a chi consulta un archivio istituzionale?

Se il full-text è disponibile, al fruitore dei documenti depositati è garantita la possibilità di utilizzo dei documenti a scopo di studio e/o ricerca. È comunque escluso qualsiasi utilizzo commerciale.

È possibile limitare l’accesso al proprio documento?

Un autore che non volesse rendere disponibile a tutti il full-text del suo articolo può inserirlo in un archivio istituzionale corredandolo delle notizie bibliografiche e di un abstract, negando però la possibilità di accesso. Può segnalare il proprio indirizzo e-mail in modo che gli utenti interessati possano chiedergli direttamente una copia dell’articolo.

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