OA Italia/Dati e cifre sull'Open Access in Italia - 2013

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Il 2013 ha visto realizzarsi un importante risultato per l’accesso aperto alla letteratura scientifica in Italia. Il 7 ottobre 2013, infatti, il DL “recante disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo” emanato nel corso del mese di agosto, soggetto a diversi emendamenti e poi convertito in legge (L. 7 ottobre 2013, n. 112) contiene una norma sull'accesso aperto degli articoli scientifici che documentano i risultati della ricerca finanziata da soggetti pubblici per una quota pari o superiore al 50 per cento con fondi pubblici.

La norma, che avrebbe potuto avere una formulazione migliore, in ogni caso recepisce i principi cardine dell'accesso aperto e ne sancisce l'obbligatorietà di adozione da parte dei finanziatori della ricerca; prevede entrambe le strategie dell’Open Access: la pubblicazione dell'articolo ad accesso aperto (Gold Road) e l'autoarchiviazione in archivi istituzionali o disciplinari (Green Road). In quest’ultimo caso è contemplato un periodo di embargo di diciotto mesi dalla prima pubblicazione per le pubblicazioni delle aree disciplinari scientifico-tecnico-mediche, e di ventiquattro mesi per le aree disciplinari umanistiche e delle scienze sociali; la durata del periodo di embargo è superiore alle norme internazionali, rispettivamente di 6 e 12 mesi, e rischia così di danneggiare i ricercatori italiani ad esempio in termini di tasso di citazioni e di impatto della produzione scientifica del Paese.

A quasi dieci anni dalla Dichiarazione di Messina, in ogni caso, questa legge parziale e perfettibile costituisce un risultato soddisfacente e fornisce la meritata carica di ottimismo e di positività alla comunità OA italiana nel continuare ad impegnarsi per la massima diffusione dei risultati della ricerca scientifica prodotta in Italia. Alcuni commenti al testo di legge sono riportati nella sezione "Contributi".

Il testo recita, all’Art.4 c.2, 3, 4: «2. I soggetti pubblici preposti all’erogazione o alla gestione dei finanziamenti della ricerca scientifica adottano, nella loro autonomia, le misure necessarie per la promozione dell’accesso aperto ai risultati della ricerca finanziata per una quota pari o superiore al 50 per cento con fondi pubblici, quando documentati in articoli pubblicati su periodici a carattere scientifico che abbiano almeno due uscite annue. I predetti articoli devono includere una scheda di progetto in cui siano menzionati tutti i soggetti che hanno concorso alla realizzazione degli stessi. L’accesso aperto si realizza:

a) tramite la pubblicazione da parte dell’editore, al momento della prima pubblicazione, in modo tale che l’articolo sia accessibile a titolo gratuito dal luogo e nel momento scelti individualmente;

b) tramite la ripubblicazione senza fini di lucro in archivi elettronici istituzionali o disciplinari, secondo le stesse modalità, entro diciotto mesi dalla prima pubblicazione per le pubblicazioni delle aree disciplinari scientifico-tecnico-mediche e ventiquattro mesi per le aree disciplinari umanistiche e delle scienze sociali. 2-bis. Le previsioni del comma 2 non si applicano quando i diritti sui risultati delle attività di ricerca, sviluppo e innovazione godono di protezione ai sensi del codice di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30;

3. Al fine di ottimizzare le risorse disponibili e di facilitare il reperimento e l’uso dell’informazione culturale e scientifica, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca adottano strategie coordinate per l’unificazione delle banche dati rispettivamente gestite, quali quelle riguardanti l’anagrafe nazionale della ricerca, il deposito legale dei documenti digitali e la documentazione bibliografica

4. Dall'attuazione delle disposizioni contenute nel presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le pubbliche amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente»

Gruppo di lavoro OA-CRUI

Il Gruppo di lavoro sull’Open Access della Commissione Biblioteche della CRUI ha approvato il documento "Linee Guida per la redazione di policy e regolamenti universitari in materia di accesso aperto alle pubblicazioni e ai dati della ricerca", che verrà reso disponibile sul sito della CRUI come le precedenti linee guida.

Atenei che applicano le Linee Guida sulle tesi di dottorato

Rimane invariato rispetto al 2012 il numero di atenei (38) che applicano le Linee guida per il deposito delle tesi di dottorato negli archivi aperti. L’elenco è riportato alla pagina http://wiki.openarchives.it/index.php/Applicazione_delle_linee_guida

PLEIADI

PLEIADI, il Portale per la Letteratura scientifica Elettronica Italiana su Archivi aperti e Depositi Istituzionali http://www.openarchives.it/pleiadi/, indicizza (al 27/01/2014) oltre 838000 record da archivi e riviste ad accesso aperto. PLEIADI è il service provider nazionale per l’accesso alla letteratura scientifica prodotta in Italia. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il numero di pubblicazioni è aumentato di 230000 record.

Nuovi archivi istituzionali

L’ENEA (http://www.enea.it), l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha rilasciato l’ENEA Open Archive http://openarchive.enea.it/

Riviste Open Access

Le riviste Open Access censite su DOAJ nel 2013 sono 292, 60 in più rispetto all’anno precedente. Nel 2013 DOAJ ha cambiato veste grafica e modalità di interrogazione, diventando più simile a un OPAC di nuova generazione. Il numero delle riviste aggiunte nel 2013 è desunto dalla faccetta “Date added to DOAJ” della ricerca avanzata invece che dalla vecchia tabella con i dati sulla crescita delle riviste per paese e per anno.

Contributi 2013 sull’Open Access

Regolamenti sull’Open Access

All’inizio del mese di giugno 2013 è entrata in vigore la policy di Ateneo per l'accesso aperto dell’Università degli studi di Trieste, disponibile alla URL http://hdl.handle.net/10077/8791.

Dal 1 novembre 2013, invece, è in vigore il Regolamento Open Access di Ateneo dell’Università degli studi di Torino, disponibile alla URL http://aperto.unito.it/cms/regolamento.html

Sesta settimana internazionale dell’Open Access 21-27/10/2013

21 ottobre

Badia Fiesolana
"EU Information and Policy on Open Access", Eva Koundouraki; "Open Access at the EUI: self-archiving in Cadmus, the EUI Repository", Lotta Svantesson. EUI, Emeroteca. Ore 11.30-12.30

22 ottobre

Torino
Scienze umane e sociali e Open Access: prospettive e opportunità. Aula Magna Campus Luigi Einaudi, ore 14-17. Con Raffaele Caterina, Pierre Mounier (Open Edition), Paola Galimberti (UniMI), Maria Chiara Pievatolo (UniPI), Lorenzo Armando (Accademia University Press). Coordina: Elena Giglia. Si parlerà di nuovi modelli di editoria, di riviste Open Access e di esperienze "oltre" la pubblicazione: programma
Badia Fiesolana
"EUI Roundtable on Open Access Publishing: Rethinking impact and dissemination". EUI, MWP Common Room, Via dei Roccettini 9 - Badia Fiesolana. Ore 14:00-17:00.
Viterbo
"Open Access e valorizzazione della ricerca": seminario con Gino Roncaglia. Università degli studi della Tuscia, Ex-Facoltà di Agraria-Aula blu, ore 11.00.

23 ottobre

Verona
"Open Access Week e Didattica Aperta 2013: I 10 anni dell’Open Access dalla Berlin Declaration ad oggi. 2003-2013 Esempi ed Esperienze". Università degli studi di Verona. Programma in corso di definizione.
Firenze
"Il quadro legislativo italiano e la politica dell’open access all’Università di Firenze". Università degli studi di Firenze. Sala Strozzi, via Giorgio La Pira 4. Ore 10-13.
Trieste
"Quali politiche per l’accesso aperto in Italia". Università degli Studi di Trieste, P.le Europa 1. Ore 11. Tavola-rotonda dibattito con Fabio Benedetti, Roberto Caso, Paola Gargiulo, Susanna Mornati, Filippo Chiocchetti. A dieci anni dalla Dichiarazione di Berlino, l’Università di Trieste coglie l’occasione dell’International Open Access Week per presentare la Policy di Ateneo per l’accesso aperto e fare il punto sulla situazione in Italia, alla luce delle raccomandazioni dell’Unione Europea e delle recenti novità legislative. I materiali della tavola rotonda sono disponibili su OpenstarTS
Badia Fiesolana
"Introduction to Open Research Data", Thomas Bourke. EUI, Room 2. Ore 13:30-14:30

24 ottobre

Badia Fiesolana
"Information desk: Ask anything you want to know about Open Access"; "Publishing your PhD conventionally or online? – Your questions answered" Peter Kennealy. EUI, New Library Entrance Desk. Il primo evento dura tutto il giorno, il secondo si svolge alle ore 15.00-16.00
Venezia
"Open Access @ Ca' Foscari". Università Ca' Foscari, Aula Baratto, Ore 10:00-12:00.

Interverranno: Paola Gargiulo (Electronic Resources Specialist, CINECA), Francesco Zirpoli (Prorettore alla Ricerca con delega ai Finanziamenti europei e al fund raising, Università Ca’ Foscari Venezia), Eugenio Burgio (Presidente del Sistema Bibliotecario, Università Ca' Foscari Venezia), Achille Giacometti (Delegato del Rettore ai Ranking Internazionali, Università Ca’ Foscari Venezia).

25 ottobre

Roma
"E-science: verso un network italiano per l'open access e gli open research data". CNR, Piazzale Aldo Moro 7, 00185 Roma. Ore 10.00-14.30.
Vercelli
"Ridefinire i diritti: seminario OA Week 2013". Università degli studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro". Via Duomo, 6, Rettorato, Sala conferenze. Ore 09:00-14:00

26 ottobre

Firenze
Editathon di voci relative all'accesso aperto su Wikipedia. Bibliohackathon organizzata da Wikimedia Italia, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Altre iniziative legate all’Open Access

29/01/2013

MedOANet National Workshop. Roma

12/06/2013

Il diritto d'autore dell'era digitale e le biblioteche. Trieste

02-04/09/2013

Scientific data sharing: an interdisciplinary workshop. Anagni

27/11/2013

Le policy universitarie in materia di Accesso Aperto alla scienza: l’esperienza dell’Università di Trieste. Trento

28/11/2013

Il Regolamento Open Access di Ateneo. Torino. La registrazione dell’evento è in linea alla URL http://www.unito.it/media/?content=6531

Progetti Europei sull’Open Access in cui è coinvolta l’Italia

OpenAIREplus (2011-2014) Estensione di OpenAIRE ai dati della ricerca. L'obiettivo principale di OpenAIREplus è la creazione di un servizio robusto e collaborativo per il cross-linking delle pubblicazioni scientifiche peer-reviewed e dei set di dati associati. OpenAIREplus organizza una serie di workshop sul collegamento dati-pubblicazioni e sull’interoperabilità tra sistemi. Nell’ambito di OpenAIREplus l’infrastruttura creata per OpenAIRE verrà ampliata al fine di ospitare set di dati ad accesso aperto.

MEDOANET (2011-2013) Si è concluso alla fine di novembre 2013 il progetto MedOANet, avviato alla fine del 2011 allo scopo di identificare e raccogliere le strategie e le politiche sull’Open Access in sei paesi dell’area mediterranea (Grecia, Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Turchia), di coinvolgere gli stakeholder (università ed enti di ricerca, finanziatori, associazioni di biblioteche, biblioteche, ricercatori). Le linee guida per l’implementazione di politiche sull’accesso aperto sono disponibili in inglese e nelle lingue dei paesi partecipanti.

SCOAP3 Il progetto SCOAP3 (Sponsoring Consortium for Open Access Publishing in ParticlePhysics) ha l'obiettivo rendere ad accesso libero le riviste peer reviewed nella fisica delle particelle (HEP) pagando gli editori centralmente, direttamente e limitatamente per i servizi di peer-reviewing e editing. Gli articoli saranno ad accesso aperto con licenza CC-BY, il copyright rimane agli autori. Il CERN coordina il progetto, che coinvolge tutte le agenzie nazionali che finanziano la ricerca in questo ambito oltre alle biblioteche di università ed enti di ricerca che sottoscrivono queste riviste. Il modello economico di SCOAP3 è stato accettato da 7 editori, tra cui 4 editori commerciali non OA (APS, ELSEVIER, IOP, SPRINGER). Il progetto, la cui fase preliminare si è conclusa alla fine del 2013, ha preso avvio il 1 gennaio 2014. L'Italia partecipa all'iniziativa con INFN leader dell'appoggio italiano e con il sostegno dato al progetto sin dagli inizi da CRUI-CARE, dagli ex consorzi CASPUR-CIBER, CILEA Digital Library (oggi CINECA) e CIPE, con la collaborazione delle biblioteche delle università e degli enti di ricerca italiani e dell'ICTP (International Centre for Theoretical Physics), che attualmente sottoscrivono le riviste che passeranno ad accesso aperto.

Altre notizie

A seguito del seminario sull’Open Access tenutosi il 29 gennaio 2013 nell’ambito del progetto MedOANet, la CRUI e gli Enti Pubblici di Ricerca lì presenti (CNR, ENEA, INFN, INGV, ISS) sottoscrivono il [“Position statement sull'accesso aperto ai risultati della ricerca scientifica in Italia” http://www.cnr.it/sitocnr/Iservizi/Biblioteche/PositionAccessoAperto.html], che oggi arriva a 15 firmatari. Qualche settimana dopo, La Stampa pubblica una lettera dell’allora Ministro per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca on. Francesco Profumo, dal titolo “Perché sono un paladino dell’Open Access”.

Sulla base di quanto richiesto dalla Raccomandazione CE del 17.7.2012 n. 4890 "sull'accesso all'informazione scientifica e sulla sua conservazione" il Ministro Francesco Profumo ha provveduto a nominare il Prof. Juan Carlos De Martin quale National Points of Reference (NCP) - Open Access Policies. Al fine di assicurare un adeguato supporto e impatto allo sviluppo dell'Open Access a livello nazionale, è stato costituito inoltre un gruppo di lavoro di cui fanno parte il Dott. Emanuele Fidora, Direttore Generale per il coordinamento e lo sviluppo della Ricerca - MIUR e il dott. Domenico Laforenza, Direttore dell'Istituto di Informatica e Telematica del CNR. Si è parlato di OA durante la trasmissione Radio3 Scienza del 17/01/2013, intitolata “Liberi di sapere” (podcast disponibile alla URL http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-ab5d2361-795f-4f48-84be-d6df711ed364.html)

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